Il metodo Imparare divertendosi

Lo psicologo e pedagogista Jean Piaget affermava che il gioco struttura lo sviluppo mentale del bambino poiché stimola la memoria, l’attenzione, la concentrazione, favorisce lo sviluppo di schemi percettivi, capacità di confronto, problem solving, relazioni e così via.

Il gioco è per il bambino un evento cognitivo e di apprendimento, un’attività attraverso la quale i suoi sensi, le sue emozioni e il suo cervello si sviluppano. Nelle fasce scolari, come nella formazione continua, il gioco è quindi un elemento ed un’attività fondamentale per lo sviluppo della personalità di ogni essere umano. La didattica ludica, o ludodidattica, propone proprio questa idea di fondo: si impara meglio e di più se si impara divertendosi. La didattica ludica è un approccio metodologico nato in ambito glottodidattico (studio delle lingue straniere) ma adatto a essere trasposto in altri ambiti e discipline, che si traduce operativamente in attività stimolanti e divertenti, spesso (ma non sempre) giocose. Non si tratta solo di proporre giochi ma soprattutto di creare un contesto d’apprendimento ludico, interessante e stimolante. Se poi in classe sono presenti bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento o con Bisogni Educativi Speciali, allora il ricorso al gioco diventa il vero strumento di una didattica realmente inclusiva, poiché coinvolge allo stesso modo tutti i bambini ed anche i soggetti in difficoltà non si tirano indietro davanti ad un bel gioco, soprattutto se di squadra e divertente. Studiare Digitale ha fatto del “learn by playing” (o imparare divertendosi) il suo principale metodo d’insegnamento e condivide pienamente quanto affermato dall’UNICEF a proposito della ludodidattica: